Dalle Lettere Circolari di don Michele Rua ai Salesiani – Cap. XXVIII

 

 

1° Congresso Internazionale dei Cooperatori Salesiani in Bologna (23-25 aprile 1895)

 

 

1.      Un grande avvenimento per la nostra Congregazione.

2.       Come nacque l’idea del Congresso.

3.       Circostanze consolanti.

4.       Gran trionfo.

5.       Frutti del Congresso per noi.

 

Torino, lì 30 aprile 1895.

 

Figli carissimi in G. C.

 

1. Un grande avvenimento per la nostra Congregazione.

 

Ritorno dal 1° Congresso Salesiano che si tenne a Bologna ne' giorni 23, 24 e 25 Aprile. Appena posto piede nel nostro diletto Oratorio di Torino, malgrado le molte e pressanti mie occupazioni che pur richiederebbero tutta la mia sollecitudine, io voglio soddisfare un vivo e potente bisogno del mio cuore col trattenermi con voi per alcuni istanti intorno a questo Congresso, comunicarvi alcune delle impressioni che ne ho riportate, esporvi vari miei sentimenti e riflessi che forse non saranno senza frutto.

Per ben quattro giorni ebbi la bella sorte di assistere ad un sì sublime spettacolo, di fede, di zelo, di carità e, diciamolo pure, di simpatia verso l'umile nostra Società, che ancora il mio cuore ne è tutto commosso e tutta ripiena la mia mente. Non tento neppure di mettervi dinanzi agli occhi quanto mi fu dato di vedere e di udire; malgrado ogni sforzo non riuscirei che a darvi una sbiadita e pallida immagine di ciò che è avvenuto. Avrei a narrare cose sì belle, sì straordinarie e maravigliose che parrebbero avere dell'esagerato a chiunque non ne sia stato testimonio oculare.

Lascio perciò ad altri il non facile compito di tessere la storia e darvi, direi quasi, la fisionomia di questo Congresso, che segnerà una delle più belle pagine negli Annali della nostra Pia Società, e mi terrò pago di farvi notare ciò che in questo Congresso fa vie maggiormente risaltare la bontà del Signore verso gli umili figli di Don Bosco.

2. Come nacque l'idea del Congresso.

Anzi tutto ha del prodigioso il modo onde è nata l'idea di questo Congresso. Già altri pii Sodalizi avevano compresa l'opportunità anzi la necessità d'assembrarsi per incoraggiarsi a vicenda, comunicarsi i loro pensieri e desideri e trattare dei mezzi di estendere sempre più la loro benefica influenza sulla società. Perchè mai, si disse, non farebbero altrettanto i Cooperatori Salesiani?... Non appena balenò questo pensiero alla mente dell'Emi­nentissimo Cardinale Domenico Svampa, Arcivescovo di Bologna, egli l'afferrò come la manifestazione del divino volere e come un mezzo efficacissimo per mostrare quanto venerasse Don Bosco e di quanto caldo affetto ne amasse i figli. Di qui quello zelo infaticabile con cui l'Eminentissimo Principe, senza frapporre indugio, mise mano all'opera; di qui quel santo ardore, quell'amabile accordo di volontà che egli seppe infondere in tutti coloro che lo attorniavano.

3. Circostanze consolanti.

È pure straordinario che siasi eccitato tanto entusiasmo pel nostro Congresso nella città di Bologna, ove i Salesiani nulla finora poterono fare in pro della gioventù, ove perciò erano molto meno conosciuti dalla maggior parte della cittadinanza che in altre città italiane.

Per tutti i Congressisti fu oggetto di ammirazione e di ben meritati encomii l'intelligente ed instancabile attività de1 Comitato organizzatore che in sì breve spazio di tempo seppe sì bene redigere manifesti e programmi, diramare inviti, raccogliere offerte, preparare la sala delle adunanze, ordinare le sacre funzioni, in una parola tutto prevedere e provvedere per la splendida riuscita del Congresso. Le parole non potranno mai esprimere quanto io sento in cuore di gratitudine verso gli illustri personaggi che componevano questo Comitato.

Potevasi scegliere per le adunanze luogo più adatto che la chiesa di S. Caterina da Bologna, la quale Santa pareva dalla vicina cappella prendesse parte alle nostre sedute?

Vi fu una nobile gara fra le più illustri famiglie Bolognesi per ospitare in casa loro i Vescovi ed i Salesiani accorsi al Congresso. Tutta la divota popolazione di Bologna prese viva parte alle feste salesiane accorrendo alle funzioni, che mattino e sera celebravansi nell'immensa basilica di San Domenico, capace di ben 15 mila persone. Circa 50 mila fedeli l'ultimo giorno salirono il monte della Guardia, unendosi ai Congressisti per ringraziare la Vergine di S. Luca del felice esito del Congresso.

Non debbo tacere la particolare benevolenza delle civili autorità verso i convenuti al Congresso. Nulla fu da loro risparmiato perchè fosse tutelato l'ordine pubblico; i Congressisti furono trattati ovunque colla più squisita gentilezza e gratuitamente poterono visitare quanto v'è di bello e artistico in Bologna, solamente col presentare la tessera del Congresso.

L'Episcopato non solo d'Italia, ma pur nei paesi lontani diede in quest'occorrenza la più bella prova del suo affetto e della sua stima verso i poveri figli di Don Bosco, poichè quattro Cardinali oltre trenta Vescovi intervennero in persona al Congresso, ed altri innumerevoli inviarono le loro adesioni in termini sì delicati e con elogi tali da farcene rimanere confusi.

Ma vi fu ben più ancora. Una stupenda lettera d'approvazione del Supremo Gerarca della Chiesa diretta al Cardinale Svampa (1) era letta sull'aprirsi del Congresso, e venne a confortarci e ad avvalorarci la reiterata sua benedizione; anzi possiamo dire che noi eravamo radunati sotto la sua presidenza, poichè il suo busto maestoso campeggiava in mezzo dell'aula, ed eravamo assicurati che Egli col suo cuore e col suo spirito fra noi.

La cosa poi che più profonda impressione ha lasciato nel mio cuore, ed il cui ricordo ancor m'intenerisce, si fu quella vera fratellanza, quell'intima unione, quel perfetto accordo di sentimento e di volontà che leggevasi, quasi, sul volto dei Congressisti. In quell'aula si respirava un'atmosfera prettamente salesiana. Erano i membri di una sola famiglia che vi erano radunati, che ascoltavano con attenzione affettuosa e sostenuta, a parlare del loro padre comune Don Bosco, dell'opere salesiane che erano pure le opere loro, che accoglievano con segni d'approvazione e con clamorosi applausi quanto loro veniva proposto pel bene delle anime.

Cardinali, Vescovi, Sacerdoti, non che dotti e zelanti secolari, pronunziarono eloquentissimi discorsi che fecero vibrare le più delicate fibre del cuore. Accese parole furono rivolte ai Salesiani per incoraggiarli a proseguire nelle loro imprese, ed in modo efficacissimo furono esortati i Cooperatori ad essere sempre il loro sostegno morale e materiale. Ebbe ben ragione il Cardinale Svampa di conchiudere dicendo che tutti quanti i convenuti avevano im­parato qualche cosa.

 

 

(1) Spero potervene fra breve mandar copia a parte da conservare negli Archivi di ciascuna Casa Salesiana.

 

 

4. Gran trionfo.

 

Vi farà forse meraviglia se vi fu chi trasportato dall'entusiasmo chiamò questo Congresso un trionfo, un'apoteosi della Congregazione Salesiana?

Io non avrei neppur osato riferirvi tale parola che sembra ferire quella modestia che ogni Salesiano dovrebbe praticare, se non fosse per ricordarvi che pare ciò fosse predetto da quel sogno che ebbe Don Bosco nella notte dal 10 all'11 Settembre 1881. Dopo averci santamente spaventati descrivendoci i gravi pericoli che correrebbe la Congregazione pel rilassamento di alcuni suoi membri, Don Bosco ci rinfrancava dicendo: circa il 1895 gran trionfo. Dolcissimo Padre, la vostra parola si è avverata.

 

5. Frutti del Congresso per noi.

 

Questo rapido sguardo al Congresso Salesiano di Bologna deve ispirare anzitutto un sentimento di viva gratitudine verso Dio. A Lui ci rivolgemmo con fervide preghiere, all'intercessione di Maria SS. Ausiliatrice ricorremmo per implorare un esito felice all’ardua impresa che stava per incominciare. A Dio, a Maria SS. siano rese grazie ora che la riuscita superò di gran lunga la nostra aspettazione. Il ciel ci guardi dall'attribuirci una benchè minima parte di ciò che è unicamente l'opera di Dio. A Lui solo tutto l’onore, a Lui la gloria!

Esultino poscia di santa gioia i nostri cuori nel pensare che 1° Congresso Salesiano ha rallegrato l'Augusto Vegliardo del Vaticano, che volle esser minutamente tenuto informato d'ogni atto delle nostre assemblee. Sia uno dei frutti del nostro Congresso il rendere sempre più stretti que' vincoli che uniscono la famiglia Salesiana al Vicario di G. C.

Rallegriamoci che coloro che Spiritus Sanctus posuit Episcopos regere Ecclesiam Dei, si compiacciono degli sforzi che noi facciamo per secondare il loro zelo, per combattere al loro fianco le battaglie Signore. Diamo ovunque l'esempio nel rispetto verso le sacre persone e nell'ubbidienza ai loro comandi.

Lo splendido risultato del Congresso ci renda ognor più cara la Pia Società, a cui Iddio per tratto di sua singolare misericordia ci ha chiamati. Se già per mille prove sapevamo che Iddio benedice e protegge in modo speciale l'Istituto a cui apparteniamo, questo Congresso valga a rendercene ognor più persuasi, e ci sproni a sempre meglio meritare i celesti favori.

Da veri figli di Don Bosco porgiamo vive grazie al Signore d'aver permesso che durante questo Congresso sia nella sala delle adunanze, sia nella basilica di San Domenico, per ben tre giorni fosse particolarmente glorificato il suo fedel servitore, il nostro veneratissimo Fondatore e Padre. Cardinali e Vescovi ne celebrarono dal pergamo le lodi non altrimenti che avrebbero fatto d'un santo, ed ispirarono ai loro devoti uditori la più alta idea della sua virtù e dell'Opera sua, cui chiamarono ad ogni piè sospinto provvidenziale! Ah! preghiamo perchè Iddio compia .l'opera sua, ispirando al suo rappresentante in terra di elevare ben tosto il nostro caro Don Bosco all'onore degli altari.

Vi confesso, carissimi Figli in G. C., che fui coperto di confusione nel vedere quale alta stima si abbia ovunque dei poveri Salesiani. Essi furono rappresentati al Congresso quali modelli di religiosi, come ardenti di santo zelo per la salvezza delle anime, come valenti maestri nell'arte difficilissima di educare la gioventù, nell'informarla alla pietà. Più vivo divenne in molti Ve­scovi e Cooperatori il desiderio di veder sorgere nelle loro città Istituti Salesiani, ripromettendosi da loro veri miracoli per la rigenerazione della odierna società. Ma voi mi scuserete se in fondo al cuore io chiedeva a me stesso se noi siamo realmente quali siamo creduti?... M'assalì più volte il dubbio sconfortante che non avessero i nostri troppo benevoli Cooperatori a ricredersi, se loro si porgesse il destro di esaminare da vicino la condotta di certi Confratelli... Ah! se coloro che sono rilassati nella pietà, poco osservanti della Santa Regola, negligenti ne' loro doveri, fossero stati presenti al Congresso, non ne dubito, avrebbero fatto il proposito di mutar vita. Ve ne scongiuro, uniamoci tutti per sostenere l'onore della nostra Pia Società, viviamo dello spirito di Don Bosco e rappresentiamolo meglio che per noi si possa ovunque abbia a condurci la mano di Dio.

Giova sperare che il Capitolo Generale, che si terrà nel prossimo venturo Settembre, sarà di aiuto potente ai Salesiani per corrispondere all'aspettazione de' nostri Cooperatori. Coll'aiuto di Dio i Direttori, assembrati presso la tomba di Don Bosco, attingeranno dalle nostre riunioni molto zelo e fervore, lo porteranno nelle loro Case e lo comunicheranno a tutti i Confratelli. Pregate fin d'ora perchè il Capitolo Generale produca i frutti desiderati.

È nominato regolatore il Sac. Francesco Cerruti, Consigliere Scolastico della nostra Pia Società. Sarà sua cura di informarvi del sito e dell'epoca precisa del Capitolo e d'inviarvi il programma delle materie da trattarsi.

Benedica il Signore tutti i Confratelli Salesiani, ed i loro allievi. Faccia crescere ognor più ne' loro cuori la fiamma del divino amore.

Durante tale mese chiedete tale grazia a Colei che è appunto la Madre del Divino Amore, Mater pulchrae dilectionis e credetemi

 

Aff.mo come Padre in G.C.

 Sac. MICHELE RUA

 

P.S. - Il Direttore dia lettura della presente nella prima conferenza che terrà ai Confratelli.