UNO SGUARDO SUI COOPERATORI SALESIANI

A cura di don Sergio Cuevas

 

RIFERIMENTI STORICI

 

Don Bosco e i suoi cooperatori

- Suscita e raduna a Torino collaboratori “salesiani” per l’Opera degli Oratori (1841 – 1859)

- Progetto “ideale” di una società con membri religiosi e non religiosi (1860 – 1874)

- Organizza definitivamente i cooperatori come associati alla Congregazione (1874 – 1876)

- Anima i cooperatori e li associa alla espansione dell’opera salesiana (1876 – 1878)

- Apertura più evidente al servizio alla Chiesa locale e alla società (1880 – 1888)

 

Dopo la morte di Don Bosco

- L’influsso del fondatore si mantiene e i cooperatori, con il tempo, si trasformano, in parte, in

sostenitori e benefattori (1888 – 1947)

- Più avanti, i fermenti preconciliari e conciliari portano i cooperatori ad essere membri attivi

del laicato, nel servizio alla Chiesa (1947 – 1965)

- Durante il capitolo Generale Speciale (1971 – 1972) i cooperatori laici si scoprono come

responsabili del carisma salesiano nella Chiesa e nel mondo

- Fase di rinnovamento fino alla promulgazione del nuovo regolamento di vita apostolioca

(1973 – 1986 ….)

 

 

L’IDENTITA’ DEL COOPERATORE SALESIANO SECONDO IL RVA

 

Identità Apostolica

- Un cristiano pieno di slancio e di iniziative – un apostolo

- Un membro attivo – salesiano nel mondo

- Preparato e formato per esercitare la sua missione nel mondo

- Vive un cammino di impegno, di servizio e di santificazione apostolica

 

Identità apostolica-ecclesiale

- Il cooperatore sceglie un modo concreto per sviluppare la grazia bettesimale e cresimale –

vive la sua fede e l’amore cristiano

- Accetta il mistero cristiano e partecipa in profondità. E’ cooperatore di Dio nella

realizzazione del segno di salvezza, anche quando il suo apostolato assume delle forme

semplici e umili (Cfr RVA 27,3)

- E’ conscio della sua appartenenza alla Chiesa – cattolico, appartiene ad una associazione

pubblica ecclesiale, ufficialmente riconosciuta (RVA 6). Quindi ha una coscienza viva delle

Chiesa come mistero, come comunione e come missione (Cfr RVA 18)

 

Identità apostolica laicale-secolare

- Ci sono delle esigenze in riferimento al Concilio Vaticano e al Sinodo sui laici. E’ una seria

chiamata ai laici. Vero salesiano, per “nel mondo” (RVA 2.3.4.5) con possibilità di

inserimento in strutture secolari, ecclesiali, salesiane. L’ordine proposto indica le prospettive

delle scelte per ogni cooperatore. E’ proprio dei laici cercare il Regno di Dio trattando le

cose temporali e ordinandole secondo Dio (LG 31)

- Quindi negli impegni ordinari, quotidiani, il cooperatore vive la sua vocazione (RVA 7)

cercando di essere salesiano in famiglia, nel lavoro, nei rapporti sociali, nel tempo libero,

nelle sue responsabilità culturali e politiche (Cfr RVA 8-12). E’ un modo di vivere!

 

Identità apostolica salesiana

- Segue la scuola di don Bosco, partecipa al patrimonio spirituale della congregazione (RVA

6) cerca di fare l’esperienza spirituale di Don Bosco (RVA 27) del carisma salesiano e dei

suoi valori. Quindi attenzione esperenziale dello spirito (RVA cap.IV), delle scelte

apostoliche (RVA 7 e cap.II, 13-16), vive la fraternità e la comunione (RVA 5 e cap.III),

attento alla collaborazione fraterna. Quindi impegni personali e associativi.

 

 

VITA SPIRITUALE DEL COOPERATORE SALESIANO

 

Coscienza di essere “chiamato e inviato” dal Signore

- Implica partecipare chiaramente alla missione affidata da Dio alla Famiglia Salesiana, come

espressione della missione della Chiesa (Cfr RVA 1.2.5, 36). Contiene una scelta nella

modalità di essere cristiano e di vivere il Vangelo. Questo spiega il significato della

“promessa” (Cfr RVA 39).

 

Carità apostolica, nel suo cuore e nella sua visione del mondo

- Si tratta di essere un amore apostolico, “carità pastorale” (RVA 28). Ha imparato ad amare

secondo alcuni modelli e seguendo la spiritualità di don Bosco: un dono, una saggezza che

s’impara dal Signore Buon Pastore…. (Cfr RVA 27-28)

- Questo modo di agire provoca una corrente di vita impegnata piena di zelo, carità ardente,

viva, generosa, coraggiosa, infaticabile (RVA 30), gioiosa (RVA 31) che si esprime

nell’amore a Dio e al prossimo, specialmente per i giovani (proprio del “Da mihi animas”)

(Cfr RVA 28 e 31)

 

Convinzione della necessità assoluta di Dio e del suo aiuto

- Senza l’unione con Cristo, non può far niente: di qui il bisogno della preghiera personale,

della Parola meditata, dei Sacramenti vissuti con fede, della fiducia nella Madonna

Ausiliatrice e in Don Bosco. Ognuno cercherà momenti e i metodi secondo la propria

situazione (Cfr RVA 32-35)

 

Coscienza di essere impegnato in un cammino di santità

- Chi è cristianamente impegnato, seguendo lo spirito, assume la legge del cammino e della

crescita; cioè, assume un itinerario spirituale-apostolico (RVA 50). Qui il caso di valorizzare

il discernimento, la guida spirituale e gli stimoli provenienti dalla scambio tra gli stessi

cooperatori. Vedi il valore del Centro locale come centro di riferimento formativoapostolico

 

 

STRUTTURE DI RIFERIMENTO E DI ANIMAZIONE

A livello locale

- coordinatore, consiglio e delegato/a (RVA 41.42.43.44.45)

A livello ispettoriale

- coordinatore, consiglio e delegato/a (RVA 43.44.45)

A livello nazionale

- coordinatore, consiglio e delegato/a (RVA 47)

A livello mondiale

- coodinatore generale, consultori mondiali, delegato centrale, rappresentante FMA (RVA 48)